Avversari o nemici? Storia della dignità cavalleresca

Vi siete mai chiesti quale sia la vera differenza tra nemici ed avversari?

E’ un po’ che ci stavo pensando, e l’idea di una possibile soluzione mi è venuta oggi partecipando ad una discussione su Facebook. Non è infatti sempre facile cogliere alcuni aspetti e caratteristiche che rendono queste 2 parole e i loro significati talmente diversi da lasciare basiti, ma vorrei provarci facendovi leggere questo scritto del quale ringrazio Il Cavaliere Templare Walter Grandis (se ve lo state ora chiedendo … sì, i templari esistono ancora). Nel mio caso, l’errore che ho sempre fatto (e che ancora raramente mi capita di fare) è quello di assegnare lo status di avversari a persone che non sono della mia altezza. Questo mi porta a deprezzare il mio valore e a regalare tempo che, purtroppo, non può mai tornare indietro.

Buona lettura e … fate tesoro di queste parole, così come ho sempre fatto io.

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La dignità cavalleresca, questa misteriosa e appagante condizione spirituale e morale, non può essere appannaggio di tutti. Se così fosse il mondo sarebbe migliore.

Una delle prerogative dello status cavalleresco è la capacità di distinguere fra i termini nemico e avversario. Può capitare che il nemico spesso neppure lo conosci, ma l’avversario puoi sceglierlo.

Se possiedi la dignità di un cavaliere l’avversario deve essere alla tua altezza e, pur combattendolo, devi saperlo rispettare e stimare … vi distingue solo un diverso ideale o una diversa concezione su come raggiungere un obiettivo. Al termine del confronto puoi incontrare il tuo avversario e stringergli la mano, puoi dividere con lui pane, sale e vino e perfino, seppure in modo diverso, pregare insieme il proprio Dio … !

Nessuno dei due avrà mai un combattimento sleale. A nessuno dei due deve interessare l’eliminazione dell’altro ma solo la sua sconfitta.

I nemici sono altra cosa e si dividono in due categorie: le orde selvagge accecate da fanatismo o cupidigia e gli individui subdoli e profittatori.

Entrambi non possono interessare un vero Cavaliere perché egli non può scendere di dignità nel misurarsi con essi! Per renderli innocui non ci si deve sporcare le mani o perder tempo … è sufficiente ignorarli lasciandoli al giudizio degli altri (spesso i loro inconsapevoli compagni) o, quando serve, a quello dei giudici dello Stato.

Se coloro che ci hanno abbandonato avessero saputo mantenere quella dignità cavalleresca che avevamo messo a loro disposizione e avessero mantenuto, pur con idee e obiettivi diversi, un atteggiamento leale evitando maldicenze, calunnie, ingiurie, falsità avrebbero potuto pretendere il titolo di nostri avversari. Così non è stato e, quindi, costoro per noi non esistono.

Per fortuna le persone intelligenti che ci seguono sanno leggere fra le righe e ragionare con il proprio cervello … saranno loro a decretare la sconfitta di coloro che vorrebbero essere nostri avversari.

( Walter Grandis – Cavaliere Templare )

 

 

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